aprile 7
Ecobonus


Ecobonus

Con Ecobonus si intende un incentivo fiscale volto alla riduzione dei consumi energetici degli edifici esistenti. Si tratta di una detrazione, con aliquota variabile, di parte (o di tutte) le spese sostenute per riqualificare un fabbricato esistente, attraverso l’applicazione di precise tecnologie.
Caratteristica essenziale è la richiesta di garantire determinate prestazioni grazie alle tecnologie impiegate, che dovranno poi essere asseverate, analogamente alla congruità delle spese, da un tecnico abilitato. I requisiti da garantire e il format delle asseverazioni sono contenute all’interno dei 2 decreti ministeriali datati 06/08/2020 ma pubblicati in GU soltanto ad inizio ottobre 2020.

L’Ecobonus si divide in 3 grandi tipologie:

Ecobonus ordinario, con aliquote che possono arrivare sino al 65%, fruibile tanto da soggetti IRPEF quanto da soggetti IRES, sia per immobili strumentali che per immobili merce o patrimonio;

Ecobonus ed ecosismabonus per edifici con più unità immobiliari, con aliquote che possono variare dal 70% sino all’85%, fruibile tanto da soggetti IRPEF quanto da soggetti IRES, sia per immobili strumentali che per immobili merce o patrimonio;

SuperEcobonus, per edifici condominiali, edifici unifamiliari o funzionalmente autonomi, edifici da 2 a 4 unità immobiliari di proprietà dello stesso soggetto, edifici appartenenti o gestiti da ex IACP, ONLUS e società sportive. La disciplina del Superbonus è stata rivista con la Legge di Bilancio 2022 che ha apportato alcune modifiche sostanziali in tema di percentuali di detrazione per gli anni a venire. Possono fruirne solo condòmini, persone fisiche e, per le sole spese sostenute per la riqualificazione delle parti comuni degli edifici condominiali, anche soggetti IRES.

Ai sensi dell’art. 121 del DL 34/2020, l'Ecobonus, in tutte le sue possibili declinazioni, può essere fruito in 3 modi:

attraverso la detrazione dalle imposte negli anni a venire;
attraverso la cessione del credito fiscale generato dalla conversione della detrazione in credito di imposta;
attraverso lo sconto in fattura concesso da uno o da tutti i fornitori, che recupereranno il mancato introito sottoforma di detrazione o di credito di imposta, a loro volta cedibile AL MASSIMO TRE VOLTE (due oltre la prima) e solamente a banche, assicurazioni o soggetti accreditati.